Kartell: da oltre 70 anni, l’eccellenza del design Made in Italy

Kartell rappresenta rappresenta da oltre 70 anni la bandiera del design Made in Italy. Una storia che inizia nel 1949 a Noviglio, in provincia di Milano e che vede la produzione di mobili e oggetti di design in plastica. Oggi come ieri realizzati nel segno della bellezza e nella ricerca di nuove esperienze nel segno dell’innovazione più autentica.

Kartell: le origini del mito

Kartell viene fondata nel 1949 alle porte di Milano per iniziativa di Giulio Castelli, ingegnere chimico che si è laureato con il premio Nobel per la chimica Giulio Natta. Grazie ai suoi studi, Castelli ha un’intuizione determinante non solo per la sua azienda ma anche per il design italiano e internazionale: sostituire i materiali tradizionali come il vetro e il legno con quelli plastici di recente introduzione.

Fondamentale tenere presente che, in quegli anni, la plastica veniva considerata una sorta di parente lontano e minore di materiali quali il legno e il vetro, più nobili. La sfida di Castelli è quella di trasformarne la percezione anche a livello estetico ed è un progetto di design.

 La plastica diventa, quindi, il tratto distintivo dei progetti Kartell, e l’azienda investe sia nella tecnologia sia nella definizione di un’estetica unica inconfondibile, utilizzando lavorazioni tipiche di altri settori industriali.

Negli anni Sessanta Kartell, con la sua produzione 100% Made in Italy, consolida la propria affermazione nel panorama internazionale e in particolare nel mercato statunitense. Merito di un design allegro e domestico, reso possibile dai contributi di Gino Colombini e Anna Castelli Ferrieri, i quali rielaborano con originalità cestini, bacinelle, contenitori, rendendo il design più vicino che mai ai consumatori.

Nel 1964 la Seggiolina K 1340 di Marco Zanuso e Richard Sapper, progettata per i bambini e la prima a essere interamente prodotta con materiale plastico, vince il prestigioso Compasso d’Oro, diventando uno dei pezzi di design più iconici della storia italiana.

Il 1972 è l’anno della mostra Italy: The New Domestic Landscape al MoMA di New York. Kartell è invitata a partecipare e propone, oltre a numerosi pezzi a tuttora diventati permanenti nella collezione, tre prototipi abitativi che portano la firma di Gae Aulenti, Marco Zanuso ed Ettore Sottsass. Ma Kartell non si ferma: lo dimostrano gli sviluppi degli anni successivi.

Il 1999 per Kartell: l’anno di svolta e della trasparenza

Nel 1988 la proprietà viene acquisita da Claudio Luti, genero di Anna e Giulio Castelli, il quale porta una nuova ventata di modernità. Luti proviene dal mondo dell’alta moda italiana e porta con sé partnership importanti quali quelle con design sia affermati che emergenti tra i quali figurano nomi come Philippe Starck, Patricia Urquiola, Piero Lissoni, Antonio Citterio, Ron Arad, Vico Magistretti e Alberto Meda.

Il 1999 è l’anno di svolta per il mondo Kartell, ovvero quello in cui, prima al mondo, l’azienda milanese utilizza il policarbonato per la produzione di oggetti di arredo. Il primo pezzo prodotto è la sedia La Marie, totalmente trasparente e con un design moderno e minimale, seguita da uno dei best seller Kartell: la sedia Louis Ghost. Nello stesso anno a Noviglio viene inaugurato il Museo Kartell, premiato l’anno dopo con il Premio Guggenheim Impresa & Cultura come il miglior museo d’impresa.

La trasparenza diventa il nuovo punto di partenza di Kartell, un tratto distintivo ancora oggi. Una ricerca che ha visto anche la realizzazione di nuove forme e tipologie di oggetti, complice la creazione della divisione dedicata all’illuminazione.

Kartell oggi

Oggi Kartell è una realtà che presenta sì una storia di eccellenza con oltre 70 anni di design alle spalle e numerosi premi Compasso d’Oro vinti, ma capace ancora di guardare al futuro secondo un punto di vista contemporaneo. Un’evoluzione che parte sempre dai materiali plastici, reinterpretati nel segno delle tecnologie più innovative.


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