Fritz Hansen: il design danese per eccellenza

I Paesi del Nord Europa hanno sicuramente portato un punto di vista innovativo nel design. Una delle aziende più interessanti è Fritz Hansen, che quest’anno (2022) compie 150 anni. Uno stile inconfondibile e innovativo, merito anche delle collaborazioni d’eccezione con importanti designer scandinavi e internazionali, in grado di dare ogni volta una declinazione audace, ma anche coerente, agli elementi di design.

Le origini dell’azienda Fritz Hansen

È il 1872 quando Fritz Hansen, un ebanista originario di Nakskov, fonda la sua azienda a Copenhagen. L’anno decisivo è però il 1885, quando Hansen avvia l’attività di produzione dei mobili, ampliandola sempre di più, grazie all’alta qualità della produzione di stampo artigianale, realizzata da Hansen stesso insieme al figlio Christian, un tratto distintivo anche per i prodotti e i periodi successivi.

Durante i primi cinquant’anni di storia, l’azienda realizza lavori importanti, con l’arredo di edifici come il Christiansborg, il Palazzo Reale della Danimarca sede attuale del Parlamento e della Corte Suprema, ma anche la Biblioteca dell’Università e il Municipio di Copenhagen (Copenhagen City Hall), solo per citarne alcuni.

L’inizio del Novecento vede Christian Hansen, che nel frattempo ha preso le redini dell’azienda succedendo al padre, sperimentare in maniera innovativa con la tecnica della curvatura a vapore sul legno di faggio. Il livello è talmente alto che negli anni Trenta Fritz Hansen diventa leader del settore a livello planetario, realizzando, come naturale evoluzione, una produzione pregiata in legno laminato.

I tratti dello stile Fritz Hansen diventano quelli essenziali dello stile Scandinavo, che prende spunto in maniera originale dal funzionalismo germanico, abbinando al legno la lavorazione di materiali come l’acciaio. Il risultato è, a partire dalla seconda metà degli anni Trenta, una produzione che vede le collaborazioni con i designer più importanti e all’avanguardia della Danimarca e del Nord Europa.

Le collaborazioni di successo di Fritz Hansen in 150 anni di storia

Il primo pezzo veramente iconico Fritz Hansen risale al 1936 e si trova in catalogo fino al 2004. Si tratta della sedia Church a firma del designer danese Kaare Klint. Non meno iconica un’altra sedia, la China Chair a firma di Hans J. Wegner e risalente al 1944, cui segue l’anno successivo il divano, che vede la presenza dello schienale a raggi, di un altro designer innovativo:  Børge Mogensen.

Gli anni Cinquanta sono dominati dalla produzione di  Arne Jacobsen, in azienda dal 1934, che raggiunge l’apice della sua carriera proprio in questo periodo storico. Architetto e designer tra i più importanti del Novecento, Jacobsen diventa famoso con la sedia in laminato An a cui seguono la sedia e sgabello Serie 7 e altri modelli di successo, come la poltrona Egg. Un’innovazione che ha visto l’introduzione del laminato nella realizzazione delle sedie e che ha fatto epoca.

L’elenco delle collaborazioni di eccellenza negli anni successivi vede le firme, oltre che di Arne Jacobsen, di Bruno Mathsson, Piet Hein e Verner Panton, per citare le più significative. 

Nell’epoca contemporanea lo sguardo si allarga e non mancano le partnership con designer dal respiro internazionale come l’italiano Piero Lissoni, Cecilie Manz, Jaime Hayon e Kasper Salto. Il tratto evidente dell’epoca contemporanea è quello dato dall’unione tra scultura, design e arte, nell’ideazione di produzione di forme senza precedenti.

Fritz Hansen mantiene, oggi come agli inizi della sua storia, uno sguardo innovativo, a cominciare dall’approccio nella lavorazione dei materiali, la qualità assoluta di ogni singolo pezzo, nonché le linee del design danese e scandinavo che ha portato alla ribalta.


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